Tra le voci più autorevoli dell'era generativa, l'artista e poetessa americana Sasha Stiles (Pasadena, 1980) porta il suo alter ego algoritmico sul grande ledwall di Palazzo Citterio a Milano (via Brera 12) con Lorem Ipsum Variorum, in programma dal 15 luglio al 25 ottobre 2026 a ingresso gratuito. Curata da Clelia Patella in collaborazione con il Museo nazionale dell'Arte digitale (MNAD), la mostra riflette sui temi del linguaggio, della memoria, della traduzione e dell'intelligenza artificiale, interrogando il rapporto tra scrittura, cultura editoriale e sistemi generativi contemporanei, ed è il nuovo capitolo del ciclo di progetti espositivi ospitati sul ledwall permanente di Palazzo Citterio.
Poesia e intelligenza artificiale
La pratica di Sasha Stiles si sviluppa da anni tra poesia, linguaggio e intelligenza artificiale. Figlia di una famiglia di origine calmucca, sviluppa il linguaggio poetico come sintesi tra emozione e algoritmo, considerandolo uno dei linguaggi artistici più significativi del nostro tempo e una tecnologia capace di custodire e trasmettere memoria e coscienza. La sua ricerca si sviluppa attraverso installazioni immersive, sistemi generativi, libri d'artista, pubblicazioni, oggetti e performance dal vivo, in una linea di continuità tra le antiche tradizioni dell'oralità e della scrittura e lo scenario tecnoculturale del XXI secolo; la sua pratica ridefinisce la poesia come una forma di intelligenza poetica, uno spazio continuo tra intuizione e computazione, corpo e codice. Attraverso il suo alter ego algoritmico Technelegy, più che utilizzare l'intelligenza artificiale come strumento, Stiles la considera un interlocutore con cui interrogare la memoria culturale, la nozione di autorialità e i processi attraverso cui le parole sopravvivono nel tempo.
Il progetto: Lorem Ipsum Variorum
Il lavoro prende come punto di partenza il celebre testo segnaposto Lorem ipsum, frammento deformato del De finibus bonorum et malorum di Marco Tullio Cicerone, usato nella grafica e nell'editoria come contenuto privo di significato: una traccia antica, alterata da secoli di copie e trasmissioni, che continua a vivere anche nell'impaginazione digitale. È proprio questa sopravvivenza a interessare l'artista: il Lorem Ipsum diventa la metafora di un linguaggio che attraversa il tempo, perde parti di sé, si modifica e genera interpretazioni inattese senza smettere di produrre significato. Sul ledwall scorrono immagini tratte da manifesti digitali, pagine editoriali, frammenti di codice, tavole tipografiche, iscrizioni luminose e archivi immaginari, ricomposti in nuove relazioni che rendono visibili connessioni tra forme ed epoche differenti. Lo stesso titolo rimanda a questa trasformazione continua: il termine variorum appartiene alla tradizione filologica e indica un'edizione che raccoglie versioni, annotazioni e interpretazioni diverse di uno stesso testo — ma qui non esiste un originale da recuperare, perché sono le traduzioni, gli errori e le trasformazioni successive a costruire il significato.
Technelegy e le "Traduzioni Impossibili"
Nel realizzare l'opera, l'AI Technelegy consente all'artista di scomporre e riorganizzare il brano corrotto, ricostruendo attraverso la generazione di testi e immagini — le notae variorum del titolo — una serie di possibili "traduzioni" del testo, che formano un inedito poema multimediale. Per le sue "Traduzioni Impossibili", Stiles utilizza proprio il Lorem Ipsum, che appare come una lingua perfettamente leggibile pur essendo priva di contenuto semantico, assumendo la forma di una poesia asemica: attraverso dati di addestramento, testi scritti dall'artista e architetture di prompt sviluppate in ambiente p5.js, l'alter ego algoritmico viene chiamato a "tradurre" un testo sorgente che, fin dall'inizio, non possiede alcun significato letterale. Frasi come Nothing Means Anything at First, Circularis Narratio o The Machine of Language Does Not Remember. It Reconstructs Us evocano una riflessione sulla memoria e sulla natura del linguaggio. L'opera mette inoltre in evidenza la cosiddetta "allucinazione" delle macchine, che richiama una tendenza profondamente umana: quella di cercare significati, connessioni e intenzioni anche nell'incertezza, in un processo che riconosciamo spesso come una delle origini della creatività.
Il lavoro di Stiles si colloca così oltre una riflessione esclusivamente tecnologica. Né gli esseri umani né le macchine partono mai da una conoscenza completa: ogni forma di scrittura nasce da frammenti, assenze, ricordi, interpretazioni e informazioni parziali, e scrivere significa tradurre qualcosa che ci precede e che non possediamo interamente. La ricerca si inserisce anche in una tradizione di scrittura visiva e di poesia concreta: nel secondo Novecento artiste come Jenny Holzer hanno portato la parola fuori dalla pagina, trasformandola in luce e presenza pubblica, e Stiles raccoglie questa eredità conducendola nell'epoca dei modelli linguistici generativi, dove il linguaggio diventa interfaccia capace di tradurre testi in immagini, video, musica e codice. Vi risuonano inoltre le riflessioni di Jacques Derrida sul significato come trama di tracce e rinvii, l'idea di "sopravvivenza" delle forme di Aby Warburg e del suo Atlante Mnemosyne, e il pensiero di Walter Benjamin che, nel Compito del traduttore, legava la sopravvivenza di un'opera alle sue metamorfosi.
Un dialogo con la Grande Brera
A Palazzo Citterio il progetto trova un contesto particolarmente significativo. All'interno della Grande Brera e in dialogo ideale con la Biblioteca Nazionale Braidense, Lorem Ipsum Variorum entra in relazione con uno dei luoghi italiani maggiormente legati alla conservazione e alla trasmissione della memoria scritta: libri, manoscritti, edizioni e stratificazioni del sapere continuano nelle superfici luminose del ledwall, che si trasforma in una pagina del presente. Come sottolinea Angelo Crespi, Direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense, si tratta di un nuovo capitolo del progetto sviluppato con il MNAD, un palinsesto che porta la Grande Brera al centro del dibattito contemporaneo, e la ricerca di Stiles — che ricorda come la scrittura nasca da una concatenazione di frammenti, traduzioni, errori, citazioni, memorie e interpretazioni — dialoga idealmente con la Braidense. Per Maria Paola Borgarino, Direttrice del MNAD, l'uso dell'AI Technelegy permette di ricostruire una serie di possibili traduzioni del brano corrotto in una ricerca operativa che mette in tensione la capacità umana di proporre una descrizione unitaria e quella di abbracciare la complessità e il mutamento. La curatrice Clelia Patella aggiunge che, per decenni, quel testo è rimasto sotto i nostri occhi senza che nessuno lo leggesse davvero: è in questa attesa che si nasconde una delle intuizioni più poetiche dell'opera, perché il Lorem Ipsum esiste come promessa, come possibilità ancora aperta, un intervallo in cui significato, errore e immaginazione convivono.
Chi è Sasha Stiles
Sasha Stiles (Pasadena, 1980) è un'artista del linguaggio e poetessa americana, figlia di una famiglia di origine calmucca, la cui ricerca esplora il significato dell'essere umano in un'epoca in cui l'intelligenza umana convive con nuove forme di intelligenza. Dal 2018 porta avanti una ricerca approfondita sull'intelligenza artificiale, considerandola al tempo stesso oggetto di indagine e interlocutore del proprio processo creativo, contribuendo al dibattito internazionale sul rapporto tra arte, tecnologia e futuro dell'espressione umana. Da Technelegy (2021), pionieristica raccolta poetica realizzata con un modello di intelligenza artificiale personalizzato, a progetti come Cursive Binary, Repetae e A Living Poem, il suo lavoro interpreta l'intelligenza artificiale come una tecnologia del linguaggio radicata nelle più antiche forme di espressione umana, interrogandone al tempo stesso le implicazioni etiche ed esistenziali.
Sasha Stiles ha ricevuto il Prix Ars Electronica, il Lumen Prize e numerosi altri riconoscimenti internazionali. Il suo lavoro è stato pubblicato su The New York Times, Artforum, Poets & Writers e NPR, ed è stato esposto e presentato a livello internazionale in istituzioni e manifestazioni quali il Museum of Modern Art (MoMA), il Lincoln Center, Art Basel e Outernet London. Ha inoltre collaborato con istituzioni culturali e realtà tecnologiche come Google Arts & Culture, Gucci, Bang & Olufsen e Monument Lab. Laureata ad Harvard e a Oxford e cofondatrice del collettivo letterario theVERSEverse, è da anni mentore poetica dell'androide umanoide BINA48. Vive nei pressi di New York con il marito e compagno di studio, Kris Bones.

Informazioni utili
- Mostra: Sasha Stiles. Lorem Ipsum Variorum, a cura di Clelia Patella, in collaborazione con il Museo nazionale dell'Arte digitale
- Quando: dal 15 luglio al 25 ottobre 2026
- Dove: Palazzo Citterio, Ledwall (piano terra), via Brera 12, Milano
- Orari: da martedì a domenica, 8.30-19.15 (ultimo ingresso alle 18.00)
- Ingresso: gratuito
Maggiori informazioni: palazzocitterio.org.
