Il Tempio Canoviano di Possagno, capolavoro di Canova

Se di Antonio Canova il grande pubblico ricorda soprattutto le sculture neoclassiche – Amore e Psiche, le Tre Grazie, la Paolina Borghese –, l'autore ha lasciato in eredità anche un'opera che esce dalla scultura: il Tempio Canoviano di Possagno (TV), l'opera architettonica più celebre del genio del Neoclassicismo, progettata da lui stesso in omaggio al suo paese natale. Custodisce le sue spoglie, ed è oggi nuovamente aperta a fedeli e visitatori dopo i recenti interventi di messa in sicurezza della cupola.

La Fondazione Opera Dotazione del Tempio Canoviano ha annunciato la riapertura e ha presentato un percorso di restauro che, nei prossimi mesi, coinvolgerà la cittadinanza anche attraverso una campagna di crowdfunding. Una buona occasione per tornare a guardare un edificio che, pur essendo entrato a far parte dell'immaginario veneto, resta in gran parte da raccontare. Andiamo a vederlo da vicino.

11 luglio 1819: la posa della prima pietra

I lavori del Tempio cominciano l'11 luglio 1819. Canova lo finanzia quasi per intero di tasca propria, e affida il progetto a una squadra di collaboratori: ai suoi disegni si affiancano quelli di Pietro Bosio e Giovanni Zardo, con la collaborazione degli architetti Giannantonio Selva e Luigi Rossini. Alla costruzione partecipa praticamente tutta la comunità di Possagno, che fornisce anche materiali e lavoro volontario.

Lo scultore non vedrà l'opera completata. Canova muore a Venezia il 13 ottobre 1822, quando i lavori sono appena cominciati. Nel testamento affida il completamento al fratellastro monsignor Giovanni Battista Sartori, che porterà avanti il cantiere per un decennio. Il Tempio è solennemente consacrato alla Trinità il 7 maggio 1832.

Tre architetture in una: Partenone, Pantheon, abside cristiana

La cifra del Tempio è la sovrapposizione, in un unico edificio, di tre modelli architettonici diversi. Guardando l'esterno, si distinguono altrettante parti, una inserita nell'altra:

  • il colonnato di facciata, che richiama il Partenone di Atene: la presenza greca, fondativa della grammatica neoclassica;
  • il corpo centrale a pianta circolare con cupola, ispirato al Pantheon di Roma: il cuore romano dell'edificio, la sua cifra più riconoscibile;
  • l'abside dell'altare maggiore, sopraelevata di sei gradini rispetto al resto: il segno cristiano, in cui il modello classico viene riletto alla luce della Trinità (cui la chiesa è intitolata).

Le tre parti possono essere lette come simboli di altrettante età della storia: la civiltà greca, la cultura romana e la grandezza cristiana, "compimento ultimo e salvifico" raffigurato proprio nella pala dell'altare maggiore.

Le dimensioni: un edificio monumentale

I numeri del Tempio aiutano a coglierne la scala. Il diametro esterno è di 35,76 metri, quello interno di 27,82 metri; lo spessore dei muri è di poco meno di 8 metri, parzialmente sfruttato dai corridoi interni e dalle scale che salgono alla cupola e ai vani superiori. L'edificio è costruito su un'altura soleggiata a circa 330 metri sul livello del mare, ai piedi del Col Draga e presso la valle di San Rocco, proprio di fronte alla casa natale di Canova.

Il Tempio poggia su tre ampie gradinate di diversa pendenza e su un vasto acciottolato di "cógoli" – sassi tondi raccolti sul Piave – disposti in artistiche forme geometriche (progetto di Giuseppe Segusini, 1850).

Il grande portone d'entrata è sostenuto da due monumentali stipiti monolitici di lumachella, alti più di sette metri ciascuno: un dettaglio che dà la misura della cura con cui il progetto era stato pensato anche nei suoi elementi materiali.

La cupola, l'oculo e la luce dall'alto

Dal centro della cupola, sull'asse di quello che è di fatto un Pantheon riletto in chiave veneta, discende la luce naturale, che si espande dall'alto con effetto pittorico. A farle eco è il pavimento interno: compartimenti di pietre bianche e rosse, e – esattamente sotto l'occhio della luce – un ordine circolare di marmi in più colori.

Si tratta di una soluzione che pone il visitatore al centro di una geometria precisa: la verticale della luce zenitale, il cerchio dei marmi colorati ai piedi, le pareti della rotonda intorno. È il dispositivo che fa del Tempio Canoviano, oltre che una chiesa, un raro esempio di architettura "totale" — pensata, dipinta e arredata dallo stesso autore.

La pala della Trinità, dipinta dallo stesso Canova

Al di sopra dell'altare maggiore campeggia la pala raffigurante la Trinità, dipinta dallo stesso Antonio Canova. È uno dei dettagli che dà alla chiesa il suo carattere unico: non solo progettata da Canova, ma anche decorata da Canova nel suo cuore liturgico. La presenza dello scultore neoclassico, in questo edificio, è doppia: come architetto e come pittore.

Le altre opere all'interno

Accanto alla pala di Canova, il Tempio conserva altre opere di alto livello, tra cui:

  • un Gesù nell'orto di Palma il Giovane;
  • lo Stendardo processionale della Madonna della Misericordia, attribuito al Moretto;
  • una Madonna tra santi con Bambino in gloria di Andrea Vicentino.

Dietro la pala dell'altare maggiore si trova inoltre un organo a canne, strumento a due tastiere e pedaliera unica.

Il mausoleo di Canova

C'è infine la dimensione del Tempio che ne fa anche un mausoleo personale: è qui che riposano le spoglie di Antonio Canova. Una circolarità che dice molto del progetto: l'autore ha lavorato per donare un edificio al proprio paese natale, e il proprio paese natale lo ha accolto, alla fine, dentro l'edificio stesso.

I distacchi di intonaco e la messa in sicurezza

Negli ultimi mesi, il Tempio è stato interessato da alcuni distacchi di intonaco provenienti dalla parte più alta della cupola, situazione che ha richiesto approfondimenti tecnici specialistici e un intervento di messa in sicurezza dell'edificio, già effettuato. Gli interventi hanno consentito la riapertura del Tempio ai fedeli e ai visitatori, mentre proseguono le analisi diagnostiche e gli studi necessari a definire il futuro programma organico di restauro.

Grazie al contributo biennale del Consorzio Vini Asolo Montello, è stata predisposta una rete di contenimento che permette ai visitatori di ammirare in sicurezza l'opera durante la fase di analisi.

La voce della Fondazione

"Il Tempio Canoviano è una delle testimonianze più importanti dell'opera di Antonio Canova" – afferma Vania Cunial, Presidente della Fondazione Opera Dotazione del Tempio Canoviano. – "Riaprirlo significa dare la possibilità a migliaia di visitatori di ammirarne la bellezza e comprendere il genio di questo artista. È un momento molto atteso, che restituisce ai fedeli e a tutta la comunità di Possagno il luogo simbolo della propria storia e della propria identità".

Il sostegno e il crowdfunding in arrivo

Il monumento gode attualmente del sostegno biennale del Consorzio Vini Asolo Montello, che ha scelto di finanziare alcune attività già avviate e di accompagnare il percorso di tutela e analisi.

"Il Tempio Canoviano è un luogo che appartiene profondamente all'identità del nostro territorio ed è simbolo di bellezza, un valore che desideriamo comunicare come identitario" – dichiara Michele Noal, presidente del Consorzio Vini Asolo Montello. – "Come Consorzio sentiamo il dovere di essere vicini ai simboli culturali e artistici che rappresentano la storia, la bellezza e il valore della nostra comunità. Ci auguriamo che la nostra scelta sensibilizzi altre realtà economiche, pubbliche e private, che possano fornire il proprio contributo".

Nei prossimi mesi sarà avviata anche una campagna di crowdfunding aperta a cittadini, aziende, associazioni e sostenitori del patrimonio culturale italiano, con l'obiettivo di trasformare il restauro in un progetto partecipato e collettivo. Le modalità di adesione saranno comunicate sui canali ufficiali della Fondazione.

Tempio Canoviano

Informazioni per la visita

Monumento: Tempio Canoviano

Indirizzo: via Stradone del Tempio, 31054 Possagno (TV)

Sede della Fondazione: Piazzetta Pio X, 5, 31054 Possagno (TV)

Stato: riaperto a fedeli e visitatori dopo l'intervento di messa in sicurezza della cupola. Analisi diagnostiche e definizione del futuro programma organico di restauro in corso. Si consiglia di verificare orari e accessibilità di alcune aree (come il percorso panoramico verso la cupola) sul sito ufficiale prima della visita.

Orari indicativi di apertura (sempre da verificare sul sito ufficiale):

  • martedì e mercoledì: 9.30 – 12.30 e 14.30 – 18.00
  • giovedì e venerdì: 9.30 – 18.00
  • sabato: 9.30 – 17.30
  • domenica e festivi: 12.00 – 18.30
  • lunedì chiuso

Ingresso al Tempio: libero. Durante le celebrazioni religiose (sabato ore 18.30 e domenica ore 9.00) non è consentito l'accesso turistico.

Visite guidate: sabato, domenica e giorni festivi a partenza fissa, con possibilità di prenotazione

Informazioni e prenotazioni: tel. 320 4955294 (durante gli orari di apertura del Tempio) – info@tempiocanoviano.itvisite@tempiocanoviano.it

Sito ufficiale: www.tempiocanoviano.it

Approfondimento e copertura completa anche su zerodelta.net.

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